
Ci sono esperienze, emozioni e parti della nostra storia che non sempre riusciamo a raccontare attraverso le parole.
A volte sappiamo che dentro di noi sta accadendo qualcosa, ma non sappiamo ancora come nominarlo. Altre volte continuiamo a raccontare ciò che viviamo nello stesso modo, senza riuscire a vedere ciò che si muove più in profondità.
Il Disegno Onirico è uno degli strumenti che utilizzo per dare uno spazio e una forma anche a ciò che non riesce ancora a esprimersi attraverso le parole.
Non è un test e non serve a valutare quanto una persona sappia disegnare. Non occorre avere capacità artistiche.
Durante l’esperienza la persona viene accompagnata a lasciare maggiore libertà alla mano, al gesto, ai colori e alle immagini che emergono, senza preoccuparsi di realizzare qualcosa di bello o di corretto.
È proprio questa libertà che può permettere a qualcosa del nostro mondo interiore di diventare visibile sulla carta.
Quando qualcosa diventa visibile
Un colore, una forma, una posizione nello spazio, un’immagine o un simbolo possono far emergere emozioni, ricordi, intuizioni e connessioni che fino a quel momento non avevamo riconosciuto.
Il disegno diventa allora qualcosa che possiamo guardare.
Ciò che prima sentivamo soltanto dentro di noi acquista una forma e può essere osservato da un punto di vista diverso.
Non si tratta di attribuire automaticamente un significato a ogni simbolo o di interpretare il disegno dall’esterno.
Il lavoro nasce piuttosto dall’incontro tra ciò che è apparso sul foglio e ciò che quella persona riconosce, sente e racconta guardandolo.
A volte una forma richiama un ricordo.
Un colore porta a un’emozione.
Un particolare apparentemente secondario apre una domanda.
E da quella domanda può nascere una connessione nuova.
Non bisogna saper disegnare
Una delle frasi che sento più spesso è:
“Ma io non so disegnare.”
Ed è proprio qui che c’è un equivoco importante.
Nel Disegno Onirico non stiamo cercando di realizzare un’opera d’arte. Non importa che il disegno sia bello, realistico o tecnicamente corretto.
Ci interessa ciò che accade mentre la persona disegna e ciò che progressivamente prende forma davanti ai suoi occhi.
Per questo il gesto può essere accompagnato anche dalla musica, che aiuta a spostarsi per un momento dal controllo razionale e a lasciare maggiore spazio alle sensazioni, alle immagini e alle emozioni.

Guardare ciò che prima non vedevamo
Per me il valore del Disegno Onirico sta soprattutto qui.
Rendere visibile qualcosa che appartiene al nostro mondo interiore ci permette di riconoscerlo.
E quando riusciamo a riconoscere qualcosa, possiamo cominciare a guardarlo in modo diverso.
Non significa che un disegno debba necessariamente produrre un cambiamento immediato o fornire una risposta.
Può semplicemente aprire uno spazio nuovo di comprensione.
Ed è spesso da lì che comincia un movimento:
qualcosa che prima era soltanto sentito può essere visto, riconosciuto e, nel tempo, guardato con occhi nuovi.
Vorrei chiudere questo articolo con una citazione che rende benissimo l’importanza del Disegno Onirico:
Il “tutto”
che è contenuto nel nostro archivio interiore
si offre alla nostra vista!