
All’inizio mi diceva:
“In famiglia sono sempre quella forte.”
Quella che capisce.
Quella che sistema.
Quella che non crolla.
Quando stava male, non lo diceva.
Quando era stanca, andava avanti.
Nel percorso ha cominciato a vedere quanto quel ruolo fosse antico e quanto fosse diventato, nel tempo, il suo modo di stare dentro la famiglia.
Un giorno mi ha detto:
“Ora posso essere fragile senza sentirmi sbagliata.”
Non significava smettere improvvisamente di essere quella forte.
Significava cominciare a riconoscere che poteva esserci spazio anche per lei, per la sua stanchezza e per la sua fragilità.